Lo sciopero dei magistrati è importante per la democrazia in Italia. La stragrande maggioranza dei magistrati oggi ha richiamato l’opinione pubblica sul grave rischio che corre la giustizia in Italia. Si tratta della separazione delle carriere, ma anche della divisone del Csm in due parti con la rappresentanza dei magistrati non più eletta ma sorteggiata e la creazione di un nuovo organo che dovrebbe giudicare i magistrati, non più sulla base dell’autogoverno come è oggi. Questo indebolirebbe l’autonomia della magistratura, che è un pilastro fondamentale della democrazia in Italia sancita dalla nostra Costituzione repubblicana e antifascista.
Governo e maggioranza vogliono cambiare la Costituzione, ma per fortuna i magistrati rivendicano il loro diritto di essere contrari e di dirlo forte e chiaro alle italiane e agli italiani per suscitare un forte movimento a tutela della loro indipendenza e contro gli attacchi alla loro autonomia, in particolare alla pubblica accusa che potrebbe finire sotto il controllo del governo e mettendo in discussione l’obbligatorietà dell’azione penale che è un cardine dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Difendere l’autonomia della magistratura è fondamentale per garantire la democrazia in Italia e per respingere un disegno eversivo che ha radici lontane nelle trame di Licio Gelli.
Giungono notizie molto confortanti su una forte adesione dei magistrati allo sciopero e della partecipazione alle loro manifestazioni di rappresentanze della società, compresi tanti avvocati che non si sentono rappresentati dalle posizioni filo governative delle camere penali.
Se il governo non avrà ripensamenti sul ddl Nordio è indispensabile arrivare al referendum costituzionale. Nessuno in parlamento si prenda la responsabilità di aiutare la maggioranza ad arrivare ai due terzi dei parlamentari a favore per bloccare il referendum.
Il Coordinamento per la Democrazia costituzionale è a fianco dei magistrati e promuoverà iniziative per preparare l’opinione pubblica al referendum costituzionale.
Roma, 27 febbraio 2025